I 52 chilometri di tracciato della vecchia ferrovia del Sulcis, da Siliqua a Tratalias, rinasceranno a nuova vita grazie alla trasformazione in un percorso ciclopedonale. Siamo nel sud-ovest della Sardegna, territorio caratterizzato da paesaggi straordinari, talvolta aspri, dove predomina una selvatica bellezza.
Ma la memoria di questi luoghi è soprattutto legata alle miniere ormai in disuso, che costituiscono un patrimonio archeologico industriale riconosciuto dall’Unesco.

Ora è di qualche giorno fa la notizia che la Regione Sardegna investirà 800 mila euro per trasformare la Ferrovia storica del Sulcis in un nuovo percorso paesaggistico e ciclabile, restituendo al territorio un’infrastruttura in disuso dal 1974.
L’intervento nasce dal nuovo accordo siglato a Carbonia tra Regione, Provincia del Sulcis Iglesiente e i Comuni attraversati dal tracciato, ossia Giba, Narcao, Nuxis, Perdaxius, Piscinas, Santadi e Villaperuccio, nell’ambito del programma “Conservazione e valorizzazione della Ferrovia storica del Sulcis – Percorrere il territorio”. Per l’Assessore Regionale Enti Locali, Finanze e Urbanistica Francesco Spanedda, il “progetto permette di connettere paesaggio, storia e comunità locali, trasformando un’infrastruttura dismessa in un corridoio verde” in linea con le prescrizioni del PPR e con i principi della Convenzione Europea del Paesaggio.
La rinascita del percorso, va ricordato, promosso con tenacia anche dal Comitato Ciclovie Meridionali Sarde, si colloca nell’ambito del progetto “Greenline – le Greenways come nuova possibilità di sviluppo del Sulcis Iglesiente” promosso dall’Assessorato Regionale dell’Industria.

Le risorse, provenienti dalle sanzioni paesaggistiche, saranno reinvestite in interventi di tutela e valorizzazione. Questo percorso peraltro si interseca anche con il Cammino di Santa Barbara, percorso per pellegrini ed escursionisti, con tappe che vanno da quelle più facili a quelle medie e impegnative, costellato da chiese, miniere abbandonate o aree naturalistiche di grande pregio.

Quali interventi prevede il progetto?
- installazione di cartellonistica e totem informativi;
- arredi e servizi per la mobilità ciclabile (aree di sosta, attrezzature);
- manutenzione dei collegamenti ai principali siti di interesse;
- censimento e valorizzazione delle stazioni e dei caselli storici;
- cessione degli immobili regionali alla Provincia per la gestione;
- creazione di un Comitato Attuativo per monitorare l’avanzamento, per tutta la durata dell’accordo, fissata in cinque anni.
L’iniziativa verrà quindi a rafforzare la rete ciclabile regionale per valorizzare il patrimonio paesaggistico e geominerario del Sulcis, proponendo il territorio come laboratorio regionale di rigenerazione paesaggistica e mobilità lenta. Il modello, infatti, nelle intenzioni della Regione, potrà essere replicato anche in altre aree dell’isola, trasformando le infrastrutture storiche in nuove opportunità di sviluppo sostenibile.
Da questo percorso può iniziare un viaggio per esplorare l’intero Sulcis Iglesiente, con le sue aree archeologiche, i suoi borghi, le sue miniere (vedi quella di Masua), le Grotte di Is Zuddas, le dune e gli stagni di Porto Pino, visitati da centinaia di fenicotteri.
Un itinerario dentro la storia, ma anche un’occasione per far nascere oggi nuove imprese, ad esempio, strutture ricettive, attività di guida turistica, noleggio bici.
Se non correranno più treni su questa linea abbandonata, ne rimarrà comunque viva la memoria, grazie ai manufatti recuperati, camminando o pedalando, chilometro dopo chilometro, immersi tra i profumi della rigogliosa ed esuberante macchia mediterranea.
(fonte: comunicato stampa Regione Autonoma Sardegna – 26/02/2026)